dicembre 26th, 2011 by Gian Luigi Ago
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LA SPEZIA 30 e 31 marzo 2012, ore 20,30
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luglio 25th, 2011 by Gian Luigi Ago
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http://www.malinconicoblues-vinile.it/claudio_lolli_concerto_nazionale.htm
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aprile 24th, 2011 by Gian Luigi Ago
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INIZIATIVE DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE “ILVDP” ATTUALMENTE ATTIVATE:
Lezione-spettacolo sul Teatro-Canzone di Gaber/Luporini :
La Lezione-spettacolo si svolge attraverso filmati tratti dagli spettacoli di Gaber, canzoni suonate dal vivo, interventi, lettura di interviste e articoli.
La lezione-spettacolo sul Teatro-Canzone di Gaber/Luporini nasce nel 2006, a cura di Gian Luigi Ago, Eugenio Alfano e Claudia Bellucci, come progetto didattico rivolto a Scuole superiori e Università col proposito di far conoscere genesi, meccanismi e principali contenuti concettuali del Teatro Canzone, attraverso l’analisi delle varie tematiche affrontate in oltre trent’anni di spettacoli, evidenziando gli aspetti artistici, culturali e metodologici e attraverso il collegamento con letteratura, storia contemporanea, filosofia, sociologia., ecc.
La lezione-spettacolo è stata proposta, oltre che in Licei e Università, come, ad esempio, nella Facoltà di Lettere a Firenze, anche in forma conferenziale, come al Comune di Acri, o in forma più adatta a uno spettacolo, come all’Auditorium di Casatenovo (Lecco).
E’ stata infatti studiata per essere adattata a diversi tipi di pubblico, luoghi e situazioni: più didattica nelle scuole con collegamenti e riferimenti alle materie di studio;
evidenziando maggiormente la parte artistica evitando di dettagliare approfonditamente le parti didattiche collegate alle materie di studio in teatri, auditorium o circoli.
La Lezione spettacolo può essere articolata in una durata che va dalle due ore circa fino alle quattro ore delle versione didattica.
La Lezione-spettacolo analizza la struttura del Teatro-Canzone, affrontando sia i temi legati più al personale (l’Io, la coppia, l’amore, la sessualità, ecc.), sia i temi legati al sociale (l’appartenenza, il mercato, la massa, la politica, la democrazia, ecc.)
Per chi fosse interessato a proporre la lezione-spettacolo
maggiori informazioni, materiali, contatti:
ilviziodelpensiero@yahoo.it
info@ilviziodelpensiero.it
L’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” promuove inoltre i seguenti spettacoli :
“Appunti sulla canzone d’autore” spettacolo con canzoni dei principali cantautori italiani con
Gian Luigi Ago, Blaco, Claudia Bellucci, Pino Nastasi
il Tributo a Fabrizio De Andrè “La stessa rabbia, la stessa primavera” con
Blaco, Gian Luigi Ago, Claudia Bellucci, Pino Nastasi;
“I sentieri di Utopia”, canzoni di lotta, impegno, speranza e utopia con
Gian Luigi Ago, Claudia Bellucci, Pino Nastasi, Gaudenzio Falaschi
“Bassa stagione” canzoni e reading con
Gian Luigi Ago, Renzo Cozzani, Blaco, Claudia Bellucci, Pino Nastasi, Alessandra e Francesca Rossi, Gian Paolo Ragnoli e i Syds, Catia Castellani
info e contatti:
ilviziodelpensiero@yahoo.it
info@ilviziodelpensiero.it
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gennaio 27th, 2011 by Gian Luigi Ago
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Organizzato dal Gruppo FB “Rivogliamo Claudio Lolli al Club Tenco” e da “Storie di note”
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Sabato 19 marzo 2011,ore 21.00
PISTOIA, Teatro Bolognini
Concerto di Claudio Lolli in trio con Paolo Capodacqua e Nicola Alesini
In apertura di concerto suoneranno:
Gian Luigi Ago, Andrea Papetti, Arangara Musica, PinoMasi, Simone Avincola, Alfonso De Pietro
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Biglietto unico 14 euro
info e prenotazioni:
tel. 0572773241
cell. 3774338300
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febbraio 21st, 2010 by Gian Luigi Ago
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Anteprima della copertina del disco di imminente uscita “Forse un uomo” con canzoni scritte da Sandro Luporini (coautore delle canzoni del Teatro Canzone di Giorgio Gaber) insieme a Giulio D’Agnello e ai Mediterraneo
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febbraio 17th, 2010 by Gian Luigi Ago
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“L’Arte Dell’Incontro”
Intreccio d’arti esclusivo…
Si incontrano
la musica di VERONICA MARCHI
la poesia di DALE ZACCARIA
la pittura di EUGENIO ALFANO
6 marzo 2010, ore 21.00
@ Cuculia, via de’ serragli 1r 3r, Firenze
ingresso gratuito
info:
Veronica Marchi
www.myspace.com/veronicamarchi
www.veronicamarchi.it
Dale Zaccaria
www.myspace.com/dalezaccaria
www.dalezaccaria.com
Eugenio Alfano
www.myspace.com/eugenioalfano
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dicembre 12th, 2009 by Gian Luigi Ago
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«L’inverno non è una attesa delle rondini. / L’inverno è nebbia.» (Roberto Roversi, La partita di calcio, 2). Bisognava, dunque, e bisogna fare luce, spazzare lo spesso velo che copre ogni cosa.
Era forse necessario riprendere in mano la prassi pasoliniana della ricerca sul campo della Storia contemporanea e tornare ad interrogarsi sugli usi e costumi della società e della politica italiane in termini di “antropologia culturale”, e non soltanto di invettiva militante.
L’arco temporale nel quale si va a svolgere questa piccola recherche civile, è il lustro che intercorre tra la primavera del 2001 e l’inverno del 2006. I principali eventi politici che qui si incontrano sono dunque (in ordine): la seconda vittoria elettorale di Silvio Berlusconi (maggio 2001), la repressione militare della manifestazione del Genova Social Forum (luglio 2001), il terribile attentato terroristico contro le Torri gemelle di New York (settembre 2001), la “Guerra infinita” di Bush e Blair in Afghanistan (ottobre 2001) e in Iraq (marzo 2003), le nuove elezioni politiche e infine la vittoria dell’Unione di centrosinistra (aprile 2006). Contemporaneamente si sviluppano e intrecciano le trame ideologiche dello scontro di civiltà e della nuova repressione (cattolica) dei corpi, entrambe fondate sul rifiuto fobico del “diverso” (culturale o sessuale). Sullo sfondo, onnipresente, la crisi identitaria di una sinistra italiana incapace di intercettare e condividere gli umori e le utopie della nuova “base” (il popolo della pace, del volontariato, dell’eresia No-tav, della lotta al precariato e della critica al capitalismo globale; ma anche il popolo della poesia, del dono “inutile” e poco “manageriale” dell’espressione spirituale ed artistica).
Da questo canovaccio shakespeariano di eventi storici (ahimè) condivisi, Gianni D’Elia, con il dono del poeta, e cioè con il talento dell’osservazione sentimentale e partecipata (di Dante e Leopardi, Baudelaire e Pasolini), ci propone, dopo trent’anni di silenzio intellettuale generalizzato, un nuovo assalto «corsaro» contro la scenografia ufficiale della grande Rappresentazione della storia e della politica nazionali. Le armi di questo assalto sono, chiaramente, le sole che possiamo amare, e cioè le armi pacifiche dell’intelletto e della passione umanistica.
Scriveva Pasolini in uno dei suoi celebri Scritti corsari: «Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero».
Nell’arbitrarietà, nella follia e nel mistero della nostra Seconda Repubblica, tra consumismo e disperazione, demenza televisiva e abolizione dei diritti elementari della Costituzione democratica, questi Riscritti corsari di Gianni D’Elia provano a ricostruire la trama invisibile di una “mutazione antropologica” già avvenuta nel cuore dello Stato italiano, e oramai diramatasi dal nucleo del “Nuovo potere” politico ed economico sino alle appendici della nostra vita privata.
Dall’arroganza linguistica delle truppe berlusconiane alla furbizia sbandierata del nuovo modello imprenditoriale (tra evasione fiscale, sfruttamento e collusione mafiosa). Dal razzismo leghista, volgare e maschilista, all’ipocrisia della nuova borghesia italiana, cattolica quanto non cristiana. Dal servilismo estero dei ministri Ruggiero e Fini, alla «colonizzazione» americana «del desiderio» (Debord) e della nostra cultura nazionale, politica e di massa.
Tra Grande Fratello e barbarie bellica, Karaoke e nuovo fascismo, si è compiuta la schiacciante vittoria della logica dell’interesse privato (del particulare) sopra il bene comune di un popolo e del suo patrimonio artistico, ambientale e civile.
Quel che ne risulta, a livello di opera, è un piccolo manuale che potremmo definire, nella sostanza, di “Antropologia culturale dell’Italia berlusconiana”, e pure, nel metodo (coniando una nuova, bella, definizione), di “Antropologia corsara”.
Questa materia, pasoliniana ed ora nostra, era ed è necessaria: vale a dire che ne sentivamo la mancanza.
Parlo da giovane poeta italiano, umiliato (come tantissimi altri giovani poeti) da una Polis che non ci contempla né desidera; ed anche da giovane letterato, costretto (come moltissimi altri neo-laureati in facoltà umanistiche) al mondo del precariato radicale e dello sfacciato sfruttamento del capitalismo post-moderno.
Parlo, anche, da abitante ideale di quel Paese “umile e onesto” di cui ha già scritto il nostro maestro corsaro: la «sinistra culturale» erede di Gramsci, che oggi stenta a riconoscersi in una casa comune.
Ci sono meravigliose eccezioni in cui il nostro sogno ritorna, enorme ed umano come solo i grandi sogni sanno essere: la commovente manifestazione del Firenze Social Forum (9 novembre 2002); l’enorme corteo per la pace a Roma (15 marzo 2003); l’emozionante comizio agli “Stati generali della sinistra” (9 dicembre 2007) di Nichi Vendola, interrotto solamente dagli applausi per l’ingresso in sala del vecchio compagno Pietro Ingrao, apparizione battesimale (proprio come in un poemetto pasoliniano!) di una nuova stagione di lotta, unità e speranza. Oppure, ultimamente (pur dopo la terribile debacle elettorale delle sinistre italiane, premessa ad una atroce stagione di bonapartismo berlusconiano, conservatorismo vaticano, razzismo leghista, distruzione culturale, revisionismo storico, limitazione delle libertà individuali e sindacali): la scintilla, imprevista, dell’Onda studentesca (autunno 2008); o la grande manifestazione dei sindacati scolastici a Roma (30 ottobre 2008). Segni da trattenere, nella lunga invernata.
Arrivo al dunque: questo lavoro editoriale raccoglie tutti gli interventi a firma di Gianni D’Elia (con qualche piccola modifica nei titoli) pubblicati su «L’Unità» dal 2001 al 2006, durante la coraggiosa ed anticonformista direzione di Furio Colombo.
Parlano di pace, di lavoro, di poesia e di speranza; non chiudendo gli occhi sul presente, ma facendo anzi luce sulla guerra, sullo sfruttamento lavorativo, sulla pessima prosa della nostra politica nazionale e sulla crisi storica che ci delude e scoraggia.
Sono anch’essi, questi Riscritti corsari, una stupenda eccezione, dopo i saggi di D’Elia già usciti per Effigie L’eresia di Pasolini (2005) e Il Petrolio delle stragi (2006). Un’eresia d’amore contro l’ennesima mutazione in atto: il tentativo di cancellare per sempre il termine “Sinistra” dal vocabolario della politica italiana.
Questo libro, che vede la luce anche grazie alla collaborazione dell’amico Luigi-Alberto Sanchi, esule culturale al CNR francese e studioso dell’umanesimo europeo, sia dunque la ferma testimonianza di una “resistenza culturale”, da parte della poesia italiana, contro l’omologazione della politica parlamentare.
E siano anche, questi scritti, davvero un invito all’unità, di lotta e di speranze, perché Sinistra torni ad essere, innanzitutto, una Comune sentimentale, e non più soltanto un domicilio tecnocratico.
Solo una nuova stagione di “Antropologia corsara”, e cioè di poesia e di analisi, marxismo eretico e nuovo umanesimo, cristianesimo socialista e passione illuministica per la verità, sarà in grado di risvegliare e rifondare questo nostro utopico Paese.
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Davide Nota
da Gianni D’Elia, Riscritti corsari (Effigie, 2009)
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dicembre 8th, 2009 by Gian Luigi Ago
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“Appunti sulla canzone d’autore”
Teatro Antella, Bagno a Ripoli (FI)
5 dicembre 2009
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Il primo ringraziamento per questa serata va all’organizzazione del Teatro Antella, in particolar modo al direttore organizzativo Raoul Gallini e al tecnico Francesco Bianchi.
Il Teatro dell’Antella è un piccolo gioiello, uno dei teatri storici della Toscana, ed è già un grande piacere esibirsi su questo palcoscenico.
Abbiamo organizzato il concerto senza un preciso filo conduttore, proprio come degli “appunti”, lasciando piuttosto spazio alle emozioni di canzoni diverse, legate alle diverse sensibilità dei musicisti; canzoni che avevano però l’identica cifra dell’autorialità, della qualità, dell’approccio letterario e musicale alla canzone come generatrice di emozioni e riflessioni sull’individuo, la società e il loro reciproco rapporto.
Inevitabile quindi cimentarsi con canzoni di autori “storici” come De Andrè, Gaber/Luporini, De Gregori, Guccini, ecc. ma anche tentare una “lettura” di autori “nuovi” come Max Manfredi, che sta aprendo nuove prospettive nel campo della suddetta autorialità.
Altrettanto inevitabile non aver avuto il tempo (nonostante le due ore di concerto) di affrontare altri autori ugualmente importanti.
Ci riserviamo di farlo in altre riproposizioni di questo “Appunti sulla canzone d’autore”, che per la sua formula consente di inserire ogni volta nuovi brani attingendo al vasto repertorio della canzone d’autore.
Ultima nota, ma non certo meno importante, per un pubblico attento, concentrato, molto caloroso, che ci ha richiamato più volte sul palco a fine concerto; e chi suona sa quanto aiuti avere di fronte un pubblico simile.
Ci ha fatto molto piacere che molti di loro ci abbiano raggiunto a fine spettacolo nei camerini per ringraziarci, farci i complimenti, chiedere informazioni sulle canzoni del concerto e sui loro autori.
Grazie a tutti e speriamo che ci siano altre occasioni per serate simili.
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novembre 12th, 2009 by Gian Luigi Ago
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Teatro dell’Antella, Firenze, 5 dicembre 2009, ore 21.00
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“Appunti sulla canzone d’autore”
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Concerto con Gian Luigi Ago,Massimo Blaco,
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Pino Nastasi, Claudia Bellucci.
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Ideato e realizzato dall’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” lo
spettacolo “Appunti sulla canzone d’autore” riunisce musicisti che
provengono da diverse esperienze musicali per un concerto che tratteggia il
quadro di un genere musicale che in Italia e all’estero ha rappresentato un
modo di intendere la musica e la canzone con la cifra della qualità, della
dignità letteraria, dell’analisi dell’individuo e del suo rapporto con la
società.
Il concerto propone brani di alcuni dei più importanti cantautori come
Fabrizio De Andrè, Giorgio Gaber, Francesco Guccini, Ivano Fossati,
Francesco De Gregori, Pierangelo Bertoli, Luigi Tenco e molti altri.
La musica sarà accompagnata da immagini e filmati che sottolineeranno le
musiche e i testi.
L’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” che è impegnata in questo
ambito anche con lezioni-spettacolo svolte in Università, Scuole superiori e
auditorium, cerca di evidenziare come si possa cantare di amore, di società
e di individuo con qualità e con approcci musicali e letterari originali e
diversi
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novembre 12th, 2009 by Gian Luigi Ago
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Sandro Luporini, autore insieme a Giorgio Gaber di tutti i brani del Teatro Canzone, torna alla scrittura di testi, con un CD in uscita a Gennaio 2010. Le canzoni sono state musicate ed eseguite dal musicista toscano Giulio D’Agnello, con la collaborazione dei Mediterraneo. La presentazione in anteprima di questi brani avverrà il 26 novembre al ridotto del Teatro Verdi di Pisa, alle ore 21.30.
L’uscita di questo album rappresenta un evento importante perchè racchiude in sé la ricchezza della musica, la varietà e originalità degli strumenti, le sonorità impeccabili degli arrangiamenti e la suggestione della parola.
Questo progetto realizzato da Sandro Luporini, Giulio D’Agnello e il Gruppo Mediterraneo riesce a coniugare in modo eccellente questi aspetti e si candida a occupare un proprio spazio autonomo all’interno della canzone di qualità.
Sandro Luporini rappresenta un punto di riferimento significativo nell’arte e nella cultura del secondo Novecento: da una parte per la sua cifra pittorica, con cui ha metafisicamente emendato la lettura del reale dalla dimensione spazio-temporale nella ricerca di una verità più profonda, dall’altra per il segno che ha lasciato, insieme a Giorgio Gaber, con il Teatro Canzone, dove ha saputo analizzare la realtà individuale e sociale con una metodologia di pensiero condotta sempre con coerenza, con rigore, con ironia, con fedeltà a se stesso, sempre coltivando il dubbio e sfuggendo da qualsiasi facile soluzione.
L’approccio alla realtà di Luporini ha sempre rappresentato una conferma delle contraddizioni che ci animano, dei dubbi che ci assalgono e dei nodi da sciogliere per arrivare alla verità o, meglio ancora, per continuare a cercare la verità una.
Il ritorno alla forma canzone da parte di Sandro rappresenta perciò un fatto di grande rilievo e assume una connotazione particolare l’aver scelto per questo progetto la collaborazione di Giulio, artista, musicista a tutto tondo, polistrumentista, cantante, suo amico e conterraneo, molto simile a lui per carattere e sensibilità, cosa che ha favorito senz’altro questo incontro, oltre alla grande professionalità di Giulio e del suo gruppo.
In queste canzoni c’è soprattutto molto amore, amore visto con lo sguardo di Luporini: una finestra aperta a una riflessione sullo “stato dell’arte” dei sentimenti, della coppia, della nostra più intima individualità, uno sguardo intenso, puntuale e capace di cogliere le emozioni più profonde ma anche, con estrema lucidità, le nostre più piccole quotidiane contraddizioni; canzoni che partono da un uomo e una donna per risalire il lento cammino verso la rinascita di un individuo nuovo.
La musica di questo album merita una menzione particolare: l’attenzione estrema dedicata alla cura degli arrangiamenti è opera di Marco Canepa, uno dei più grandi artisti e professionisti del settore dell’elaborazione del suono che è stato capace di coniugare strumenti classici con l’abbondante uso di strumenti atipici e provenienti in larga parte dall’esperienza di musica etnica di Giulio e i Mediterraneo, restituendoci delle sonorità che, oltre al pregio dell’alta qualità, contengono il crisma dell’originalità e di una musica dal respiro internazionale.
Questo progetto, rappresenta un incontro felice di suoni e pensieri, di riflessione e sentimento, capace di nutrirci con le emozioni che scaturiscono dalla musica e dalle parole di due veri artisti.
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