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Monologo per il teatro 2 
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Joined: 10 November 2007, 11:13
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Post Monologo per il teatro 2
IL CARNEVALE DI VENEZIA


Martedì grasso. Ultimo giorno di carnevale. Gita a Venezia con gli amici… i soliti discorsi di circostanza, le macchine fotografiche, i travestimenti… certo per non rompere la tradizione, l’arrivo a destinazione, le strade e le piazze gremite di gente curiosa e appassionata che ogni anno lascia la sua città per assistere ad una delle manifestazioni più famose ed ammirate del mondo: Il Carnevale di Venezia.
L’arrivo a Piazza San Marco…i cittadini veneziani tutti vestiti da antichi romani, da lord inglesi, da marchesi, da rivoluzionari… i flash dei turisti emozionati e divertiti che vogliono immortalare i costumi rari, costosi, pregiati, sfarzosi, eccentrici ed originali e le numerose maschere sui volti della gente che lasciano intravedere solo gli occhi… per un attimo volto lo sguardo oltre la piazza, verso la laguna: il cielo è limpido… seduti sui gradini del porto alcuni turisti che si apprestano a pranzare… gruppi di piccioni timidi e curiosi aspettano qualche briciola di pane… poco distanti barche spente cullate dall’acqua… e in lontananza il sole splende riflettendo tutta la sua luce, ed emanando il suo calore… per un attimo, mi estraneo guardando quel porto, mi sembra di essere solo in quella piazza e penso….
Quelle maschere sono le stesse che la gente si costruisce ed usa quotidianamente… sì, la gente recita sempre di fronte a tutto e a tutti: recita a scuola con i compagni di classe e con i professori, con gli amici, con i genitori, con i parenti… e anche con se stessi. Perché? Perché le persone più sono cattive, false e ipocrite dentro, e più vogliono apparire leali, vere, buone fuori… e quindi fingono continuamente anche per vigliaccheria; che è la cosa che detesto di più: la gente non ha mai il coraggio di dire quello che è e che pensa veramente sempre, comunque e a chiunque, e ancor meno di assumersi la bega delle proprie responsabilità e le conseguenze del proprio credo e delle proprie azioni, e quindi preferiscono il sorriso falso, la stretta di mano dell’ipocrisia, la meschinità, la commedia, il teatro, le maschere appunto! Il carnevale di Venezia è presente sempre e ovunque! Altro che martedì grasso… il mondo è un siparietto, un teatrino dove niente è preso sul serio….gli “spettacoli” si susseguono senza sosta uno dopo l’altro e gli interpreti sono i suoi abitanti, comunemente chiamati esseri umani. Osservatevi attentamente… studiate i vostri atteggiamenti, i vostri comportamenti quotidiani… ecco, adesso dite, non è forse vero che recitate continuamente?… Fate finta di preoccuparvi per gli altri, andate in chiesa, fate la comunione da bravi cristiani, vi confessate, siete solidali, altruisti, generosi, interessati alla vita delle persone che vi stanno accanto, siete simpatici…. Mi viene da dire che se questo per voi è essere religiosi, allora è meglio essere atei! Mi viene da dire che se questo per voi è credere, io allora non credo più a niente! Mi viene da dire che se questo è il vostro amore, io allora non amo nessuno…non provo proprio niente! Mi viene da dire che se questa è la vostra bontà, allora è molto meglio non essere buoni!
Come quella volta che è morta la madre di quella ragazza di nome Francesca, dopo una lunga malattia, e lei si è inventata che la morte era stata una liberazione per la madre… non è vero! Era per lei la liberazione! Non ne poteva più di starle dietro, ed è rimasta sollevata quando ha chiuso gli occhi per sempre! E al funerale neanche una lacrima, un segno di dolore sul viso, qualcosa… niente!… E il suo ragazzo… che l’amava tanto? Dov’era lui? Non si è nemmeno preoccupato di chiedere quando si sarebbe svolto il funerale sostenendo che era lei a doverglielo comunicare! Proprio lui… che qualche tempo prima si era tanto adirato perché era venuto a conoscenza del fatto che un suo amico la stava corteggiando e le aveva detto che l’amava da morire, che ci teneva tanto a lei, che le voleva stare sempre vicino, che non avrebbe sopportato l’idea di perderla… e poi al funerale, tra lo stupore generale e lo sconcerto di lei, non si è neanche presentato…
... Mi viene da dire che se questo è il vostro amore, io allora non amo nessuno…non provo proprio niente…mi viene da dire che se questa è la vostra bontà, allora è molto meglio non essere buoni.
Tempo dopo i parenti di lei, dissero un po’ imbarazzati, che caratterialmente la figlia non esternava il dolore per la morte della madre.
Ma io mi chiedo: “Come fai a non essere sconvolto per la scomparsa di tua madre?!” Dovresti scoppiare, piangere, disperarti! Come fai a rimanere indifferente?!… E dal notaio, al momento della lettura del testamento, hanno alzato la voce, litigato….certo per i soldi…perché ognuno voleva accaparrarsi tutta l’eredità… e quel giorno piangeva non per il dolore ma per la rabbia che provava verso sua madre in quanto, secondo lei, non le aveva lasciato quello che meritava… chissà se è vero che i morti vedono dall’alto… cosa avrà pensato di sua figlia, dei parenti e di suo marito? Forse poteva vedere la loro vera natura. Il loro comportamento egoista, la loro smania incontrollata di denaro, la loro meschinità… Forse poteva pensare che, stando così le cose era meglio essere morti…. Forse, avendo potuto, non avrebbe lasciato più niente a nessuno… si sarebbe portata tutto con se… certo, probabilmente la maledivano ugualmente, ma almeno avrebbe avuto la soddisfazione di non aver lasciato neanche quei pochi spiccioli.
Subito dopo il funerale, si erano presi tutti una settimana di riposo, dove poter dimostrare la finta sofferenza, il finto dolore e poi riprendere tutto da dove era stato interrotto senza pensarci, senza pentimenti o rimorsi di coscienza, senza aver paura del domani, senza riflessioni, senza rimpianti, senza che la perdita della madre avesse lasciato in loro una cicatrice… un vuoto… Rimarrà soltanto un’impressione vacillante che ricorderanno appena.
D’altronde la gente si è convinta che la finzione è il surrogato della normalità.
E così una settimana dopo lei, già usciva di nuovo con la sua compagnia: rideva e scherzava come se niente fosse… come se il decesso della madre fosse stato solo un imprevisto fastidioso, una sorta di contrattempo… come se le fosse morto il gatto!
In base a questo io credo che se dovessi morire domani, penso che le reazioni da parte degli amici/e, e di quelli che mi conoscono, sarebbero più o meno le stesse di quella ragazza: nessun pianto, nessun dolore, nessuna depressione, solo una specie di rincoglionimento emotivo.
Tutto sommato, cosa ho mai fatto di così importante, di così speciale per far sì che la gente stia male, pianga, e si ricordi di me? Ho fatto mai star bene qualcuno? Mi sono sempre comportato bene con le persone che mi stanno vicino… i genitori, i parenti, gli amici, le amiche? Ho mai reso felice qualcuno?… Sì, forse qualche ragazza… ma forse neanche quelle… non lo so… o forse è molto meglio non pensarci, lasciar perdere… altrimenti penso proprio che il bilancio sarebbe molto negativo.
Insomma, star male, si fa per dire… che poi cosa c’è di vero anche nella disperazione causata dalla morte di una persona cara? Forse nell’intimo non gliene frega niente a nessuno…
Continuate pure così gente! State andando forte, siete i migliori! Usate i vostri travestimenti e le vostre maschere che lo spettacolo continua! E non si ferma mai!….
Ora volto nuovamente lo sguardo oltre la laguna: il cielo è ancora limpido, il sole riflette ancora sull’acqua la sua luce….riflette, ma non fa riflettere le persone…
Sono talmente disperato che spero che il sole tramonti…
… E rinasca in un giorno Diverso.


Con alcuni riferimenti a Pirandello


18 January 2010, 20:16
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