( Chiedo scusa se parlo di Utopia… )

Gianni D’Elia

marzo 11th, 2008 by Gian Luigi Ago


delia


<<Che stanca litania di falso è il mondo,

valori di borsa e libera guerra,

e la pazzia delle fedi di fondo…>>

<<La parola e l’azione fanno terra

bruciata del sentire più profondo,

la propaganda e il nulla ci governa…>>

<<Si contempla il meccano del frattempo,

del genio applicato alla distruzione,

figlioccio feroce del Novecento…>>

<<Quel che ci resta è solo la passione,

contro dogma di morte o merce armata,

e pomeriggi interi di bel sole…>>

<<Nel sole antico, sì, nella sua luce,

che lambisce il crepaccio delle nubi

e vittoriosamente sbuca fuori…>>

<<Tra le stragi e il terrore di giornata,

l’Italia in Iraq, la bomba innescata,

che si fa nascosti in casa, trovatori?…>>

<<Non è ora che la pace torni in strada?…>>

<<Oh, tanto è tale il clamore dei morti,

che senza fogli nella nostra stanza,

versi mandiamo vociando d’amore

in franca lingua e dolor di romanza…>>

(Congedo, da “I Trovatori”, 2007)


O questa mostra gente

che tutto sa di niente,

questa grandeur abbiente

abominevolmente…

O quelli che dai mattoni

edificano le teste,

e con le televisioni, palloni

le idiotizzano in resse…

O questa nuova gente

in ascesa da oscuri

poteri innominati, spuri

dello spreco affluente…

( da “Notte privata”, 1993)


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