( Chiedo scusa se parlo di Utopia… )

Fernando Pessoa

marzo 11th, 2008 by Gian Luigi Ago

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Il poeta è un fingitore.

Finge così completamente

che arriva a fingere che è dolore il dolore che davvero sente.

E quanti leggono ciò che scrive,

nel dolore letto sentono proprio

non i due che egli ha provato,

ma solo quello che essi non hanno.

E così sui binari in tondo

Gira, illudendo la ragione,

questo trenino a molla

che si chiama cuore.



“Non sono niente.

Non sarò mai niente.

Non posso volere d’essere niente.

A parte questo, ho in me

I sogni del mondo



Se qualcuno un giorno bussa alla tua porta,

dicendo che è un mio emissario,

non credergli, anche se sono io;

ché il mio orgoglio vanitoso non ammette

neanche che si bussi

alla porta irreale del cielo.

Ma se, ovviamente, senza che tu senta

bussare, vai ad aprire la porta

e trovi qualcuno come in attesa

di bussare, medita un poco. Quello è

il mio emissario e me e ciò che

di disperato il mio orgoglio ammette.

Apri a chi non bussa alla tua porta.


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