( Chiedo scusa se parlo di Utopia… )

Orazio Puglisi

febbraio 14th, 2004 by Gian Luigi Ago

Sito di Orazio Puglisi:  PENSIERI


orazio

LONTANA

Lontana, e pur vicina nella mia mente,
mi sembra di cogliere il tuo respiro
i tuoi pensieri, il tuo profumo.
Leggo nella tua mente cio’ che vorrei che sia,
i miei desideri, le mie passioni.
ma non ci sei.
Se pur vicina sei lontana
le mie fantasie si infrangono
contro kilometri, valli e colli
vorrei ti giungesse il mio pensiero
che vorrei fosse il tuo
il ricordo di pochi momenti, istanti
ma e’ solo fantasia
una mia inutile fantasia
frutto di lontana nostalgia
frutto di frammenti ,
di personali fraintendimenti,
di inutili momenti della mente che mente.

COGLI IL MIO SGUARDO


La mente va corre, accende

il fuoco, l`alimenta, vive situazioni,

dialoghi che mai avverranno.

Cerco di trasmetterli con lo sguardo,

quello sguardo che provoca imbarazzo,

che cerca di cogliere la tua complicita che

forse è solo frutto della mente che va

Ma se così non fosse, accoglilo su di te,

fa che almeno lui possa accarezzare

quel tuo corpo che mai potrò sfiorare,

fallo insinuare dentro di te,

regalami le immagini che si proietteranno in me

in quell`incontro di passione che ogni notte

mi accompagna, … ti accompagna?

Una passione che mai esploderà, forse ,

ma sempre vivrà nella tua visione.


CERCAMI


Cercami, dentro di te, nella tua testa,

quando non sai perchè ti senti sola.

Cercami nella notte,

con la mano fra le pieghe delle lenzuola,

quella mano che a poco a poco

si sposta su di te, si sposta dentro te.

Cercami quando con lui ansimi gemiti distratti,

mentre la mente corre verso mete mai raggiunte

Cercami fra i meandri del tuo cuore.

Mi troverai, mi troverai ad attenderti, lì

appoggiato al tuo subconscio,

per volare insieme in quei luoghi di passione,

volare, finalmente, verso la trasgressione.


ALMENO UNA VOLTA



Scegli l’irrazionale, segui l’istinto, non fermarti a pensare,

segui l’irrefrenabile desiderio che ti spinge oltre la soglia

della tua normalità.

Almeno una volta.

Accetta l’invito del fuoco che ti viene da dentro, non

soffocarlo, non riusciresti a spegnere tutte quelle piccole

scintille che alimentano il tuo peccato;

vivilo, lascialo crescere, alimentalo per non vivere all’ombra di ciò che non hai fatto.

Crea l’occasione, studiala, perfezionala, sii regista

della tua sceneggiatura,tramuta in realtà ciò che il subconscio ti suggerisce e che tu, da sempre, respingi a fatica travolta dai tuoi sensi di colpa che, rimarranno in te anche se non darai un senso ai tuoi sogni.

Ora va’ finalmente libera di interpretare te stessa,

di vivere in modo reale tutto quello che hai mille

volte vissuto dentro di te.

Almeno una volta.


DIO QUANTA GENTE


Ti amo, ci sposiamo,

Dio quanta gente.

La casa grande, la piscina, il giardino,

le cene, gli amici, il bambino.

Dio, quanta gente.

Le liti, ci lasciamo,

la casa grande, la piscina, il giardino,

le cene, gli amici, il bambino.

Non ho più niente.

Resto solo,

Il lavoro, il bilocale, l’osteria,

una nuova vita, una nuova via

Dio, dov’è finita tutta la gente?

Rinuncio a tutto, la casa, il giardino,

ma fammi vivere il mio bambino,

lo amo, mi manca e lui lo sente

e al diavolo te, gli amici, la gente.


LEGAMI


Ho capito, conosco il gioco,

legami sono d’accordo.

Legami e prendi ciò che vuoi,

così come mi vuoi.

Fa che io non mi possa opporre

al piacere che mi doni,

fammi sentire prigioniera

di un rapporto di passione

che ti vede per un’ora

mio signore, padrone, il migliore.

Bendami, fa che io immagini e non veda,

che senta le tue mani

impazzite sul mio corpo,

che senta il tuo profumo,

l’odore del tuo sudore.

Col desiderio e la paura di

non esser da soli in questa stanza.

Legami, bendami, per un’ora

e non ti accorgi che son io

che ti rendo cieco per la vita,

che così a me lego la tua vita

.

VECCHIO PAZZO

AMORALE, IMMORALE
SBAGLIATO , IRRAZIONALE
COSI’ QUESTO ARDORE,
SPLENDIDA OSSESSIONE
SEMPRE SPENTA
DA INDIFFERENZA, FREDDEZZA,
SERIA CONSAPEVOLEZZA.
PASSIONE DISATTESA
CHE OGNI GIORNO SALE, MONTA,
SI ALIMENTA, DESIDERA, SOGNA
QUEL COLLO DA BACIARE
LE GAMBE DA GUARDARE,
IL CORPO DA SFIORARE.
UN VULCANO TURBOLENTO
URTATO DA UN ICEBERG
A RAFFREDDARE
LE INUTILI ATTESE
DI ASPETTATIVE NOTTURNE
SEMPRE RESPINTE CON CELATO SDEGNO,
SENTIMENTO DELUSO
DI UN VECCHIO PAZZO… ILLUSO


.

MUOIO

Vado, non corro,
con passo costante
mi allontano,
fermarmi più non posso
è giunto il tempo,
anche se non voglio
a fatica mi tiran via,
vado,
con il tuo nome in gola
muoio

.

GIU’ NEGLI INFERI

Perdermi in te come da sempre
con il mio sguardo che cerca timidamente di scoprire e cogliere segnali,
e rubare immagini proibite sempre cercate, sempre sognate.
E tu che a quegli sguardi ti indigni ti imbarazzi, ma poi pian piano ti apri,
d’un tratto sfacciata, libera, disinibita mentre scopri i tuoi segreti nascosti da leggere stoffe,
nella paura della consapevolezza che è meglio vivere
con i rimorsi per ciò che hai fatto
che non con i rimpianti di ciò che non è stato.
E segui quel gioco forse immorale, forse volgare
che con inaspettata audacia trasforma nella Tua mente
lo sguardo, in esperte mani che ti spingono giù nei bui inferi a
combattere fra bene e male, lasciandoti poi sopraffare da quel peccato
sempre rigettato ed altrettanto sognato .
Grata, compiaciuta di sentirti desiderata, eccitata,
così lontana dal Tuo essere Seriosa, rigida e spesso lontana,
finalmente libera di sentirti un po’ …..

.

A RICCARDO

CIAO RICCARDO
OGGI SEI NATO
E’ SPLENDIDO, E’ STRANO
FORSE ERO IMPREPARATO.
E ADESSO?
COSA TI DIRO’? DI COSA PARLERO’?
DEL MONDO IN CUI VIVIAMO,
DI QUELLO CHE VORREMMO
O DI QUELLO CHE NON SIAMO,
NO, PER ORA NO, MEGLIO TU LO SCOPRA PIANO.
MEGLIO DIRTI CHE TI AMO
MEGLIO TRASMETTERTI QUEL CALORE
CHE FIN QUI, DA SEMPRE,
MI FA VIVERE NELL’AMORE.
A VOLTE SEMBRA NON SERVIRE A NIENTE
NON TI FAR FREGARE, E’ IL MONDO CHE MENTE.
VIVI NELL’AMORE, CON PASSIONE, CON ONORE
E QUANDO TI CAPITERA’ DI NON CAPIRCI NIENTE,
VIENI DAL NONNO, CHE ANCORA CON AMORE,
TI DIRA’ COME TRATTARE
TUTTA QUESTA STRANA GENTE.

.

ORA NO

La casa grande,
vuota,
il silenzio, la calma.

Ricordo frenetici momenti,
momenti d’altri tempi
fatti di urla, giochi,
preoccupazioni.

Ora no,
ci cerchiamo, ci seguiamo,
ascoltiamo il silenzio
che parla di noi,
di tenerezze,
piccole attenzioni,
mai noia, monotonia,
per questa storia
di rispetto, amore,
e ancora grande emozione.

La casa grande,
vuota,
eppure piena come fosse
una piccola stanza che
fa fatica a contenere
quel sentimento,
quel grande amore
che nel silenzio vive,
si alimenta e mai, per me,
muore.
TI AMO… ORAZIO

.

PAZZO

Che volete?
Chi vi ha chiesto niente,
lasciatemi stare, qui,
sul gradino,
qui in strada seduto a ricordare.
Cosa ne sapete, di chi ero, cosa facevo,
fate finta di capire, mi schernite, ridete,
ma voi chi siete?
Passate col visone,
avvolti nel paltò,
guardate, giudicate, mi chiamate,
come lo scemo del villaggio,
pazzo, pazzo, sì sono pazzo,
e voi?
dov’è il vostro coraggio?
nascosti come siete
da immagine costruita.
Io alle spalle ho una vita,
questa è ancora la mia vita
su un gradino,
qui per strada a ricordare
a rimpiangere e sognare
o su di un muro a disegnare.

.

BASTA

BASTA E’ FINITA,
MI RASSEGNO,
HO PROVATO DI TUTTO
PER ENTRARE NEL TUO CUORE,
ALMENO NELLA TESTA.
… NIENTE
EPPURE CI HO CREDUTO
PER UN ATTIMO HO PENSATO
LEI PUO’, LEI VUOLE
E’ COME ME
MOSSA DA AFFETTO,
CURIOSITA’, FANTASIA.
PAZZA SFIDA,
EROTICA SCOMMESSA
DA AFFRONTARE, VIVERE,
GIOIRE E CHISSA’ FORSE SOFFRIRE
PER UN PECCATO INUSUALE
UN GIOCO DA INTERPRETARE
PER UN’ORA, PER SEMPRE
O FIN CHE LA MENTE REGGE
QUELL’INCOSCIENZA,
LA TESTA TROVI IL CORAGGIO
DI LOTTARE CON LA COSCIENZA.
BASTA, BASTA
INUTILE DESIDERIO
CHE SI INSINUA CON INSISTENZA
LASCIANDO IL VUOTO
IN UNA PICCOLA ESISTENZA.

.


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