( Chiedo scusa se parlo di Utopia… )

luglio 25th, 2011 by Gian Luigi Ago

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http://www.malinconicoblues-vinile.it/claudio_lolli_concerto_nazionale.htm

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INIZIATIVE DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE “ILVDP” :

aprile 24th, 2011 by Gian Luigi Ago
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INIZIATIVE DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE “ILVDP” ATTUALMENTE ATTIVATE:


Lezione-spettacolo sul Teatro-Canzone di Gaber/Luporini :


La Lezione-spettacolo si svolge attraverso filmati tratti dagli spettacoli di Gaber, canzoni suonate dal vivo, interventi, lettura di interviste e articoli.

La lezione-spettacolo sul Teatro-Canzone di Gaber/Luporini nasce nel 2006, a cura di Gian Luigi Ago, Eugenio Alfano e Claudia Bellucci, come progetto didattico rivolto a Scuole superiori e Università col proposito di far conoscere genesi, meccanismi e principali contenuti concettuali del Teatro Canzone, attraverso l’analisi delle varie tematiche affrontate in oltre trent’anni di spettacoli, evidenziando gli aspetti artistici, culturali e metodologici e attraverso il collegamento con letteratura, storia contemporanea, filosofia, sociologia., ecc.

La lezione-spettacolo è stata proposta, oltre che in Licei e Università, come, ad esempio, nella Facoltà di Lettere a Firenze, anche in forma conferenziale, come al Comune di Acri, o in forma più adatta a uno spettacolo, come all’Auditorium di Casatenovo (Lecco).
E’ stata infatti studiata per essere adattata a diversi tipi di pubblico, luoghi e situazioni: più didattica nelle scuole con collegamenti e riferimenti alle materie di studio;
evidenziando maggiormente la parte artistica evitando di dettagliare approfonditamente le parti didattiche collegate alle materie di studio in teatri, auditorium o circoli.

La Lezione spettacolo può essere articolata in una durata che va dalle due ore circa fino alle quattro ore delle versione didattica.

La Lezione-spettacolo analizza la struttura del Teatro-Canzone, affrontando sia i temi legati più al personale (l’Io, la coppia, l’amore, la sessualità, ecc.), sia i temi legati al sociale (l’appartenenza, il mercato, la massa, la politica, la democrazia, ecc.)


maggiori dettagli: http://www.lezionegg.altervista.org/LSGABER.htm


Per chi fosse interessato a proporre la lezione-spettacolo
maggiori informazioni, materiali, contatti:

ilviziodelpensiero@yahoo.it
info@ilviziodelpensiero.it


L’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” promuove inoltre i seguenti spettacoli :


“Appunti sulla canzone d’autore” spettacolo con canzoni dei principali cantautori italiani con
Gian Luigi Ago, Blaco, Claudia Bellucci, Pino Nastasi


il Tributo a Fabrizio De Andrè “La stessa rabbia, la stessa primavera” con
Blaco, Gian Luigi Ago, Claudia Bellucci, Pino Nastasi;


“I sentieri di Utopia”, canzoni di lotta, impegno, speranza e utopia con
Gian Luigi Ago, Claudia Bellucci, Pino Nastasi, Gaudenzio Falaschi


“Bassa stagione” canzoni e reading con
Gian Luigi Ago, Renzo Cozzani, Blaco, Claudia Bellucci, Pino Nastasi, Alessandra e Francesca Rossi, Gian Paolo Ragnoli e i Syds, Catia Castellani


info e contatti:
ilviziodelpensiero@yahoo.it
info@ilviziodelpensiero.it

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2° Raduno con Claudio Lolli in concerto

gennaio 27th, 2011 by Gian Luigi Ago

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Organizzato dal Gruppo FB  “Rivogliamo Claudio Lolli al Club Tenco” e da “Storie di note”

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Sabato 19 marzo 2011,ore 21.00

PISTOIA, Teatro Bolognini

Concerto di Claudio Lolli in trio con Paolo Capodacqua e Nicola Alesini

In apertura di concerto suoneranno:

Gian Luigi Ago, Andrea Papetti, Arangara Musica, PinoMasi, Simone Avincola, Alfonso De Pietro

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Biglietto unico 14 euro

info e prenotazioni:

tel. 0572773241
cell. 3774338300

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Copertina cd “Forse un uomo” di Sandro Luporini / Giulio D’Agnello e i Mediterraneo

febbraio 21st, 2010 by Gian Luigi Ago

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Anteprima della copertina del disco di imminente uscita “Forse un uomo” con canzoni scritte da Sandro Luporini (coautore delle canzoni del Teatro Canzone di Giorgio Gaber) insieme a Giulio D’Agnello e ai Mediterraneo

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forse un uomo


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“L’arte dell’incontro” Firenze, 6 marzo 2010

febbraio 17th, 2010 by Gian Luigi Ago

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“L’Arte Dell’Incontro”

Intreccio d’arti esclusivo…
Si incontrano

la musica di VERONICA MARCHI
la poesia di DALE ZACCARIA
la pittura di EUGENIO ALFANO

6 marzo 2010, ore 21.00
@ Cuculia, via de’ serragli 1r 3r, Firenze
ingresso gratuito

info:

Veronica Marchi
www.myspace.com/veronicamarchi
www.veronicamarchi.it

Dale Zaccaria
www.myspace.com/dalezaccaria
www.dalezaccaria.com

Eugenio Alfano
www.myspace.com/eugenioalfano

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E’ uscito il libro “Riscritti Corsari” di Gianni D’Elia

dicembre 12th, 2009 by Gian Luigi Ago

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riscritti corsari

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«L’inverno non è una attesa delle rondini. / L’inverno è nebbia.» (Roberto Roversi, La partita di calcio, 2). Bisognava, dunque, e bisogna fare luce, spazzare lo spesso velo che copre ogni cosa.

Era forse necessario riprendere in mano la prassi pasoliniana della ricerca sul campo della Storia contemporanea e tornare ad interrogarsi sugli usi e costumi della società e della politica italiane in termini di “antropologia culturale”, e non soltanto di invettiva militante.

L’arco temporale nel quale si va a svolgere questa piccola recherche civile, è il lustro che intercorre tra la primavera del 2001 e l’inverno del 2006. I principali eventi politici che qui si incontrano sono dunque (in ordine): la seconda vittoria elettorale di Silvio Berlusconi (maggio 2001), la repressione militare della manifestazione del Genova Social Forum (luglio 2001), il terribile attentato terroristico contro le Torri gemelle di New York (settembre 2001), la “Guerra infinita” di Bush e Blair in Afghanistan (ottobre 2001) e in Iraq (marzo 2003), le nuove elezioni politiche e infine la vittoria dell’Unione di centrosinistra (aprile 2006). Contemporaneamente si sviluppano e intrecciano le trame ideologiche dello scontro di civiltà e della nuova repressione (cattolica) dei corpi, entrambe fondate sul rifiuto fobico del “diverso” (culturale o sessuale). Sullo sfondo, onnipresente, la crisi identitaria di una sinistra italiana incapace di intercettare e condividere gli umori e le utopie della nuova “base” (il popolo della pace, del volontariato, dell’eresia No-tav, della lotta al precariato e della critica al capitalismo globale; ma anche il popolo della poesia, del dono “inutile” e poco “manageriale” dell’espressione spirituale ed artistica).

Da questo canovaccio shakespeariano di eventi storici (ahimè) condivisi, Gianni D’Elia, con il dono del poeta, e cioè con il talento dell’osservazione sentimentale e partecipata (di Dante e Leopardi, Baudelaire e Pasolini), ci propone, dopo trent’anni di silenzio intellettuale generalizzato, un nuovo assalto «corsaro» contro la scenografia ufficiale della grande Rappresentazione della storia e della politica nazionali. Le armi di questo assalto sono, chiaramente, le sole che possiamo amare, e cioè le armi pacifiche dell’intelletto e della passione umanistica.

Scriveva Pasolini in uno dei suoi celebri Scritti corsari: «Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero».
Nell’arbitrarietà, nella follia e nel mistero della nostra Seconda Repubblica, tra consumismo e disperazione, demenza televisiva e abolizione dei diritti elementari della Costituzione democratica, questi Riscritti corsari di Gianni D’Elia provano a ricostruire la trama invisibile di una “mutazione antropologica” già avvenuta nel cuore dello Stato italiano, e oramai diramatasi dal nucleo del “Nuovo potere” politico ed economico sino alle appendici della nostra vita privata.

Dall’arroganza linguistica delle truppe berlusconiane alla furbizia sbandierata del nuovo modello imprenditoriale (tra evasione fiscale, sfruttamento e collusione mafiosa). Dal razzismo leghista, volgare e maschilista, all’ipocrisia della nuova borghesia italiana, cattolica quanto non cristiana. Dal servilismo estero dei ministri Ruggiero e Fini, alla «colonizzazione» americana «del desiderio» (Debord) e della nostra cultura nazionale, politica e di massa.

Tra Grande Fratello e barbarie bellica, Karaoke e nuovo fascismo, si è compiuta la schiacciante vittoria della logica dell’interesse privato (del particulare) sopra il bene comune di un popolo e del suo patrimonio artistico, ambientale e civile.

Quel che ne risulta, a livello di opera, è un piccolo manuale che potremmo definire, nella sostanza, di “Antropologia culturale dell’Italia berlusconiana”, e pure, nel metodo (coniando una nuova, bella, definizione), di “Antropologia corsara”.

Questa materia, pasoliniana ed ora nostra, era ed è necessaria: vale a dire che ne sentivamo la mancanza.

Parlo da giovane poeta italiano, umiliato (come tantissimi altri giovani poeti) da una Polis che non ci contempla né desidera; ed anche da giovane letterato, costretto (come moltissimi altri neo-laureati in facoltà umanistiche) al mondo del precariato radicale e dello sfacciato sfruttamento del capitalismo post-moderno.

Parlo, anche, da abitante ideale di quel Paese “umile e onesto” di cui ha già scritto il nostro maestro corsaro: la «sinistra culturale» erede di Gramsci, che oggi stenta a riconoscersi in una casa comune.

Ci sono meravigliose eccezioni in cui il nostro sogno ritorna, enorme ed umano come solo i grandi sogni sanno essere: la commovente manifestazione del Firenze Social Forum (9 novembre 2002); l’enorme corteo per la pace a Roma (15 marzo 2003); l’emozionante comizio agli “Stati generali della sinistra” (9 dicembre 2007) di Nichi Vendola, interrotto solamente dagli applausi per l’ingresso in sala del vecchio compagno Pietro Ingrao, apparizione battesimale (proprio come in un poemetto pasoliniano!) di una nuova stagione di lotta, unità e speranza. Oppure, ultimamente (pur dopo la terribile debacle elettorale delle sinistre italiane, premessa ad una atroce stagione di bonapartismo berlusconiano, conservatorismo vaticano, razzismo leghista, distruzione culturale, revisionismo storico, limitazione delle libertà individuali e sindacali): la scintilla, imprevista, dell’Onda studentesca (autunno 2008); o la grande manifestazione dei sindacati scolastici a Roma (30 ottobre 2008). Segni da trattenere, nella lunga invernata.

Arrivo al dunque: questo lavoro editoriale raccoglie tutti gli interventi a firma di Gianni D’Elia (con qualche piccola modifica nei titoli) pubblicati su «L’Unità» dal 2001 al 2006, durante la coraggiosa ed anticonformista direzione di Furio Colombo.

Parlano di pace, di lavoro, di poesia e di speranza; non chiudendo gli occhi sul presente, ma facendo anzi luce sulla guerra, sullo sfruttamento lavorativo, sulla pessima prosa della nostra politica nazionale e sulla crisi storica che ci delude e scoraggia.

Sono anch’essi, questi Riscritti corsari, una stupenda eccezione, dopo i saggi di D’Elia già usciti per Effigie L’eresia di Pasolini (2005) e Il Petrolio delle stragi (2006). Un’eresia d’amore contro l’ennesima mutazione in atto: il tentativo di cancellare per sempre il termine “Sinistra” dal vocabolario della politica italiana.

Questo libro, che vede la luce anche grazie alla collaborazione dell’amico Luigi-Alberto Sanchi, esule culturale al CNR francese e studioso dell’umanesimo europeo, sia dunque la ferma testimonianza di una “resistenza culturale”, da parte della poesia italiana, contro l’omologazione della politica parlamentare.

E siano anche, questi scritti, davvero un invito all’unità, di lotta e di speranze, perché Sinistra torni ad essere, innanzitutto, una Comune sentimentale, e non più soltanto un domicilio tecnocratico.
Solo una nuova stagione di “Antropologia corsara”, e cioè di poesia e di analisi, marxismo eretico e nuovo umanesimo, cristianesimo socialista e passione illuministica per la verità, sarà in grado di risvegliare e rifondare questo nostro utopico Paese.

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Davide Nota

da Gianni D’Elia, Riscritti corsari (Effigie, 2009)

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Recensione concerto “Appunti sulla canzone d’autore”

dicembre 8th, 2009 by Gian Luigi Ago

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“Appunti sulla canzone d’autore”

Teatro Antella, Bagno a Ripoli (FI)

5  dicembre 2009

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Il primo ringraziamento per questa serata va all’organizzazione del Teatro Antella, in particolar modo al direttore organizzativo Raoul Gallini e al tecnico Francesco Bianchi.

Il Teatro dell’Antella è un piccolo gioiello, uno dei teatri storici della Toscana, ed è già un grande piacere esibirsi su questo palcoscenico.

Abbiamo organizzato il concerto senza un preciso filo conduttore, proprio come degli “appunti”, lasciando piuttosto spazio alle emozioni di canzoni diverse, legate alle diverse sensibilità dei musicisti; canzoni che avevano però l’identica cifra dell’autorialità, della qualità, dell’approccio letterario e musicale alla canzone come generatrice di emozioni e riflessioni sull’individuo, la società e il loro reciproco rapporto.

Inevitabile quindi cimentarsi con canzoni di autori “storici” come De Andrè, Gaber/Luporini, De Gregori, Guccini, ecc. ma anche tentare una “lettura” di autori “nuovi” come Max Manfredi, che sta aprendo nuove prospettive nel campo della suddetta autorialità.

Altrettanto inevitabile non aver avuto il tempo (nonostante le due ore di concerto) di affrontare altri autori ugualmente importanti.

Ci riserviamo di farlo in altre riproposizioni di questo “Appunti sulla canzone d’autore”, che per la sua formula consente di inserire ogni volta nuovi brani attingendo al vasto repertorio della canzone d’autore.

Ultima nota, ma non certo meno importante, per un pubblico attento, concentrato, molto caloroso, che ci ha richiamato più volte sul palco a fine concerto; e chi suona sa quanto aiuti avere di fronte un pubblico simile.

Ci ha fatto molto piacere che molti di loro ci abbiano raggiunto a fine spettacolo nei camerini per ringraziarci, farci i complimenti, chiedere informazioni sulle canzoni del concerto e sui loro autori.

Grazie a tutti e speriamo che ci siano altre occasioni per serate simili.

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Concerto Teatro dell’Antella, Firenze, 5 dicembre 2009, ore 21.00

novembre 12th, 2009 by Gian Luigi Ago

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Teatro dell’Antella, Firenze, 5 dicembre 2009, ore 21.00

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“Appunti sulla canzone d’autore”

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Concerto con Gian Luigi Ago,Massimo Blaco,

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Pino Nastasi, Claudia Bellucci.

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LOCANDINA SPETTACOLO

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Ideato e realizzato dall’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” lo

spettacolo “Appunti sulla canzone d’autore” riunisce musicisti che

provengono da diverse esperienze musicali per un concerto che tratteggia il

quadro di un genere musicale che in Italia e all’estero ha rappresentato un

modo di intendere la musica e la canzone con la cifra della qualità, della

dignità letteraria, dell’analisi dell’individuo e del suo rapporto con la

società.

Il concerto propone brani di alcuni dei più importanti cantautori come

Fabrizio De Andrè, Giorgio Gaber, Francesco Guccini, Ivano Fossati,

Francesco De Gregori, Pierangelo Bertoli, Luigi Tenco e molti altri.

La musica sarà accompagnata da immagini e filmati che sottolineeranno le

musiche e i testi.

L’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” che è impegnata in questo

ambito anche con lezioni-spettacolo svolte in Università, Scuole superiori e

auditorium, cerca di evidenziare come si possa cantare di amore, di società

e di individuo con qualità e con approcci musicali e letterari originali e

diversi

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Mostra di Bad Trip, Centro Arte Moderna e Contemporanea, La Spezia

settembre 14th, 2009 by Gian Luigi Ago

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DAL 26 SETTEMBRE 2009   AL 24 GENNAIO 2010

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L’arte di Gianluca Lerici, l’indimenticato “Professor Bad Trip” scomparso nel 2006, fa ingresso al CAMeC della Spezia. La mostra presso il Centro d’Arte Moderna e Contemporanea, promossa dall’Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia, rende omaggio al genio creativo di uno dei più importanti artisti underground degli ultimi vent’anni, tra i massimi talenti dell’arte visuale contemporanea.

Sabato 26 settembre (ore 17,30) aprirà i battenti al piano terra del museo la personale a lui dedicata: il progetto espositivo, curato da Doriana Carlotti e Jenamarie Filaccio (con allestimento e progetto grafico di Roberto Pertile, Fabio Bonini e Filippo Giorgi), si articola in tre sale e nel corridoio presentando un’ampia selezione di dipinti, disegni e collage. Ma anche sculture, indumenti dipinti a mano e oggetti di design.

La città avrà così occasione di scoprire (e riscoprire) le opere di uno dei rari talenti cristallini dell’arte visuale contemporanea, noto e apprezzato sia in Italia che all’estero: lo dimostrano le quasi 5000 firme raccolte nei mesi scorsi con una petizione on line e cartacea, per chiedere che il lavoro di Gianluca Lerici trovi casa in una sala a lui dedicata presso il Centro di Arte Moderna e contemporanea della Spezia.

La sottoscrizione per Bad Trip, nata su iniziativa del gruppo a lui dedicato sul social network Facebook, promossa dall’Associazione AltraCultura e dal sito di E. “Gomma” Guarneri (www.gomma.tv) è stata consegnata nel maggio scorso alla Presidente dell’Istituzione per i Servizi Culturali Cinzia Aloisini, che ha subito accolto la proposta di allestire una personale al piano terreno del CAMEC.

Gianluca Lerici, in arte Prof. Bad Trip (1963-2006) è stato uno dei migliori artisti sperimentali italiani nel campo dell’illustrazione. Si è cimentato ad alto livello con il disegno a china, la pittura, il fumetto, la fotocopia, il collage, il design di interni e di oggetti.

Come scrive Matteo Guarnaccia nel testo critico, “il suo marchio di fabbrica è un classico bianco e nero da xilografia, erede diretto della potente iconografia protestante tedesca, specialmente di quella legata alla Danza della morte, madre di tutte le devianze underpop e così cara agli Espressionisti. Sbrigativamente etichettato negli anni Novanta come artista cyber-punk (a dispetto della sua ostilità verso i computer) è da considerarsi a tutti gli effetti come un perfetto esponente dell’arte popolare a sfondo sociale”.

La mostra ospita anche una videoproduzione dedicata all’artista, realizzata da Romano Guelfi.

In occasione dell’apertura le terrazze del CAMeC ospiteranno un dj-set con Francesco Zappalà e Emiliano Ponzanelli.

All’esposizione si affiancano 4 incontri il sabato mattino, che vedono protagonisti esponenti del mondo dell’arte e della comunicazione. Ecco il programma:

3 OTTOBRE ORE 10,30: Carlo Branzaglia (Prof. Bad Trip: exemplum di un’attività culturale) e Matteo Guarnaccia (Gianluca Lerici tra arte pop e arte di popolo)

10 OTTOBRE ORE 10,30 – E. “Gomma” Guarneri (Prof. Bad Trip: dal punk al cyberpunk e ritorno – con Second Life live performance)

31 OTTOBRE ORE 10,30 – Romano Guelfi (Re Vulcano: underground arte classica!) e Susanna Tesconi (Parlando del Professore…)

14 NOVEMBRE ORE 10,30 – Vittore Baroni (Il Prof. Bad Trip e la musica)


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“Godel, Escher, Bach: un’Eterna Ghirlanda Brillante” (di Gian Luigi Ago))

dicembre 2nd, 2008 by Gian Luigi Ago

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Questo libro di Douglas R. Hofstadter è un testo per certi versi difficile ma per altri affascinante ed avvincente, che unisce mirabilmente logica, fantasia, arte, fisica, matematica, semiotica, psicologia, intelligenza artificiale e molto altro ancora.

Credo che la fortuna di questo libro risieda in un insieme di concause.
E’ senz’altro un libro molto complicato e altamente specialistico ma si presta a diversi livelli di lettura, rendendolo, se non del tutto comprensibile, abbastanza fruibile, soprattutto a livello di Logica, anche a non specialisti.

Spazia (ma in maniera logica e non confusionaria e casuale) tra una totalità di argomenti.

Si pone la domanda se i pensieri e le parole seguano o meno delle regole formali, parla (soprattutto) di mente, cervello e intelligenza artificiale.

E’ strutturato in un contrappunto di Dialoghi e Capitoli ,ed è a tratti divertente nei dialoghi tra Achille e la tartaruga e nei paradossi di Zenone di Elea, ci mostra il fenomeno dello “Strano Anello” che consiste nel fatto di ritrovarsi inaspettatamente, salendo o scendendo lungo i gradini di qualche sistema gerarchico, al punto di partenza » E’ un fenomeno che Escher ha disegnato, che Bach ha messo in musica, che Godel ha posto al centro del suo teorema.

E alla base della concezione di questo libro sta proprio il teorema dell’incompletezza di Godel che solo ultimamente è stato rivalutato, e direi compreso, nella sua immensa importanza:

“per ogni sistema formale in cui si rappresenti un minimo di aritmetica esiste un enunciato che non è dimostrabile, e la cui negazione neppure lo è, in quanto l’enunciato afferma, in una interpretazione insolita ma rigorosa, <io non sono dimostrabile>”.

Il suo successo credo sia dovuto a questo suo non essere propriamente un manuale tecnico, pur toccando argomenti molto complicati e gettando una luce su diversi aspetti e sul rapporto dei meccanismi della mente e della applicazione alla I.A.

E’ un libro essenziale soprattutto per chi si interessa di problemi logici e di intelligenza artificiale, ma anche per chi ne è completamente all’oscuro. E’ un testo che coinvolge come un libro di fantasia E’ stupefacente la chiarezza e la profondità con la quale vengono affrontati temi quali musica, matematica, filosofia, fisica. Le analogie e le relazioni espresse in questo libro sono geniali.

“Scopo principale del libro (è perciò) indicare quale tipo di rapporti ci sono tra il software della mente e l’hardware del cervello” (pag. 329). O per lo meno indagare “se la mente, che costituisce il livello più alto, possa essere compresa senza comprendere i livelli inferiori del cervello, dai quali essa dipende e non dipende. C’è una ‘paratia stagna’ tra certe leggi del pensiero e le leggi inferiori che regolano l’attività microscopica delle cellule del cervello? Oppure è impossibile districare i processi del pensiero, individuandone sottinsiemi nitidi e modulati?” (pag. 335). L’ipotesi essenziale dell’IA è “che l’intelligenza può essere una proprietà del software, con proprie leggi di alto livello, che dipendono dai livelli inferiori e tuttavia sono ’separabili’ da essi” (pag. 389).

Un libro che ha svelato a moltissimi lettori i fili che legano questa Eterna Ghirlanda Brillante che abbraccia mente cervello e computer. Un libro che è considerato uno dei pilastri del pensiero contemporaneo.

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