( Chiedo scusa se parlo di Utopia… )

Federico Sirianni

marzo 13th, 2009 by Gian Luigi Ago


sirianni

Federico Sirianni nasce a Genova in un taxi nel 1968 e, sfruttando il cuore spezzato del tassametro si fa portare nei vicoli della città vecchia da cui non si muoverà per un po’.

Il centro storico a quell’epoca era frequentato quasi esclusivamente da ratti giganti, collezionisti di spazzatura, ubriaconi e tossicomani molesti, disadattati con il pallino della musica che vedevi muoversi circospetti, sospetti come uno zingaro che fa footing, con un glockenspiel sulle spalle, infilarsi dentro portoni divelti, attraversare tende di vecchia stoffa porpora e uscirne poco dopo abbracciati a un barattolo di formaldeide con dentro qualcosa di poco chiaro.

Non sapevi quello che poteva accaderti all’angolo successivo, soffiava un vento turbinoso che faceva volteggiare nell’aria i coltelli e le carte delle bische. Piovevano pipistrelli e bottiglie piene di Tennents dal quinto piano delle case e gli arabi dirimevano le loro questioni a colpi di rasoio.

Quelli che hanno recentemente preso casa nei vicoli, a quel tempo non sarebbero sopravvissuti due ore: se al sabato sera sgozzavano qualcuno, il giorno dopo si diceva che era morto per cause naturali.

Il predicatore Ceccon diceva messa alle quattro del mattino davanti alla locanda, Padre Max barcollava cantando di cattedrali, liquori d’erbe e lune perse, Mr. Sinclair insegnava l’inglese alle puttane per quattro gin-tonic all’ora, gli universitari non sapevano cos’era la movida del venerdì e se ne stavano buoni nei loro quartieri.

In questo bell’ambiente scrive le sue prime canzoni.

“In un’intervista – dice – mi hanno chiesto se, quando scrivo una canzone, viene prima il testo o la musica: in genere vengono prima tre cocktail martini, il resto segue abbastanza naturalmente. Ho vissuto a Genova, Roma, Milano, Parigi, Pennabilli, Sofia, Yalta, mi hanno portato su un battello a vapore dragando il Po fino a Torino e qui mi sono sistemato da diversi anni. Ho scritto settecento canzoni e pubblicato due dischi, sto cercando un tight d’occasione taglia 54 e una sedia a rotelle, se qualcuno può aiutarmi non esiti a scrivermi”.

A Genova crea il gruppo “La giostra dei pazzi”, con cui nel 1992 vince la Festa degli Sconosciuti, diventando così il più sconosciuto d’Italia.

Nel 1993 è ospite al Premio Tenco come miglior esordiente, l’anno successivo vince il Premio Regionale Ligure per la musica. Insieme agli allora poco noti Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu delle Iene scrive e mette in scena tre spettacoli di teatro canzone. Nel 1995 è invitato con un suo recital al Festival Internazionale di Teatro a Ventimiglia. Con il Teatro della Tosse di Genova mette in scena una rivisitazione musicale dei “Delitti esemplari” di Max Aub per la regia di Sergio Maifredi. Con il regista Giorgio Gallione realizza qualche anno dopo “Leggende metropolitane in concerto”. Dopo un viaggio nell’est europa e parecchie notti passate nei campi nomadi realizza nel 2002 il primo cd “Onde clandestine” prodotto da Giangilberto Monti e suonato con la Molotov Orchestra. Nel 2004 è invitato come rappresentante in ambito musicale di “Genova città della cultura” alla manifestazione “Musica e Poesia” a Monaco di Baviera. Nello stesso anno vince il Premio Recanati della Critica

ed è ospite al Mantova Musica Festival. Il nuovo lavoro discografico esce a gennaio 2007 e si chiama “Dal basso dei cieli”. Realizza colonne sonore per un dvd dedicato alla Giornata della Memoria realizzato dalla Regione Piemonte e per il filmato ufficiale del convegno internazionale “Luna e i falò” dedicato alla prostituzione e alla tratta delle nuove schiave. Contemporaneamente all’intensa attività di concerti, è autore e interprete di “Soy poeta y nada mas”, reading musicale sull’opera di Pedro Pietri, principale esponente della poesia nuyorican.

“Un’ultima nota sui miei musicisti. La maggior parte di loro li ho caricati sull’autostrada adriatica, alle stazioni di servizio, sui binari della ferrovia, nei chioschi di periferia. Se doveste incontrarli cambiate strada, mai fidarsi di gente che ti saluta in spagnolo, ha il portafoglio sempre vuoto e il giubbotto antiproiettile sotto la maglia della salute”.

http://www.myspace.com/federicosirianni

lamaladelmolo@yahoo.it

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