( Chiedo scusa se parlo di Utopia… )

La battaglia di Canne……. (G.L.A.)

febbraio 22nd, 2006 by Gian Luigi Ago

labattagliadicanne

Venerdì 3 febbraio 2006 alla libreria Feltrinelli di Milano si è svolta un’esibizione dal vivo con Gianfranco Manfredi, Ricky Gianco. la Famiglia Rossi, i Vallanzaska ed altri per la presentazione del CD “La battaglia di canne” (con chiaro doppio senso..).

Questo disco è una compilation di brani sulle “canne” che comprende, tra l’altro, anche una canzone di Giorgio Gaber: “Maria Giovanna”.
Anzi, Gianfranco Manfredi ha ricordato nell’occasione che fu proprio Gaber a coniare lo slogan per la rivista “Re Nudo” (gruppo a cui GG fu molto vicino): “la marijuana non fa niente: speriamo che non si annoi…”

Ecco una presentazione del CD :


«Negli anni ‘70, a Milano nel movimento studentesco, quando qualcuno tornava dall’India portava delle buone quantità di erba da regalare anche agli amici. Ed era una vera bomba, questo Buddha grass, ti stendeva e ti rilassava in modo tranquillo, ti dava davvero un terzo occhio». Così ricorda l’erba indiana Ricky Gianco, cantautore e voce inconfondibile del rock italiano (da Pugni chiusi a Piccolo è bello), stavolta nelle vesti di produttore dell’album La battaglia di Canne, un`antologia di canzoni pro-marijuana (su etichetta il manifesto). «Ci ho messo un anno per chiudere questo progetto, nato da una collaborazione con Franco Corleone, per combattere questa tragedia del disegno di legge Fini sulle droghe che equipara eroina ed hashish, cocaina ed ecstasy. Un assurdo pasticcio. Ho cercato di mettere assieme tutti i pezzi più famosi che inneggiano alle canne, un lavoro difficile per avere i permessi delle diverse case discografiche con gran parte degli artisti che hanno donato gratuitamente i loro brani. Il ricavato delle vendite del cd va al Forum Droghe». Sedici brani contenuti nella divertente compilation, con molti successi – da un’attuale Maria Giovanna di Giorgio Gaber a Ohi Maria degli Articolo 31, passando per La mia signorina di Neffa e Legalizzatela di Eugenio Finardi, Olanda dei Pitura Freska, La droga fa male di Claudio Bisio, Libera la notte della Famiglia Rossi e Non si può essere seri a 17 anni dei Tetes de bois. Poi le giovani band più arrabbiate Il castello ottagonale dei Folkabbestia, Canapa dei Punkreas, Cime di Vallanzaska. E gli inediti Buddha Grass di Gianco, Svita la vita di Gianfranco Manfredi, Cannari Cannaribe del Maurizio Camardi Kammerensemble, Sigarette fini di Gigi Marras, Les Paradis Artificiels di Patrizio Fariselli. «L’intento è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, di sostenere tutti i ragazzi che cadono nelle maglie di queste norme ultrarepressive. Oggi mi avevano assegnato l’Ambrogino d’oro, come personaggio di spicco della città di Milano ma l’ho rifiutato perchè hanno premiato Oriana Fallaci, una tipa che semina odio a tutto spiano».


Ecco un blob di alcuni versi tratti dalle varie canzoni presenti nel CD:


Come sto bene! Sto proprio bene.

Sono in uno stato di benessere totale..

La mia mente è libera e serena

La mia fantasia si muove in spazi nuovi

In un’atmosfera distesa e piacevole

Vieni Maria Giovanna

Maria Giovanna vieni da me…


(GIORGIO GABER)

Dimentica le benzodiazepine

Le canne son le meglio medicine

La prima canna non si scorda mai

La rolli male ma poi te la fai

Una volta c’era il Buddha Grass

Che era tutta spiritualità

Ti spuntava il terzo occhio senza gli altri due

La gangia rende gli uomini più buoni

Le canne son meglio dei cannoni…


(RICKY GIANCO)

Se ascolti la notte trovi le giuste misure

E senza dar giudizi hai la stima del valore

Diffida della gente che va a dormire presto

Chi no conosce il bar non conosce neanche il resto

Libera , liberala, liberalizzala…


(LA FAMIGLIA ROSSI)

Sei mesi di condizionale non sono niente male

Per aver seminato sul mio davanzale

L’ho coltivata io

Non me ne pento neanche un po’

Scommetti che lo rifarò


(PUNKREAS)

Posted in Recensioni | No Comments »

“PROSSIME APERTURE” di Andrea Rivera e Lisa Lelli (recensione di Claudia Bellucci)

febbraio 15th, 2006 by Gian Luigi Ago

rivera-e-lelli

Venerdì 10 febbraio 2006 il teatro Jenco, pieno per i 4/5, ha ospitato lo spettacolo “Prossime aperture” di Andrea Rivera e Lisa Lelli.

La scena si apre con la registrazione di alcune esperienze di Andrea, la sua chitarra e la sua voce, a Trastevere. Ironia. Denuncia, anche.

Coinvolgente dialogo con il pubblico…e a volte con la polizia.

Riaccese le luci sul palco, conosciamo subito la “coscienza” di Rivera, Lisa Lelli, che mi è parsa una delle trovate più intelligenti, la cui funzione è di esternare i suoi pensieri, non solo per farli conoscere al pubblico, ma soprattutto per introdurre nello spettacolo anche sipari introspettivi tra un pezzo di denuncia a viso aperto e l’altro; è la sua tentazione di accettare proposte televisive “solo per farsi conoscere”, la tenacia di perseguire nel suo impegno sulla strada e con la gente, di essere coerente con questa scelta rinunciando a tutto quello che ha a che fare con lo show business. Peccato la sua uscita di scena quando comincia a diventare troppo insistente, soprattutto troppo cieca alle svolte, alle aperture, agli spiragli di uscire dalla visione precostituita di un artista di sinistra che non accetta compromessi.

La verità va detta, questo è l’importante. Va detta o va fatta conoscere in qualche altro modo. E allora ecco da una parte i filmati (forse a volte un po’ lunghi) di interviste che Andrea ha fatto all’uscita dei seggi per referendum ed elezioni politiche passate, e dall’altra monologhi e canzoni su quello che accade intorno a noi, a cui molte volte diamo poco peso, per mancanza di tempo o di voglia, e che proprio per questo creano il bisogno stesso di essere denunciate.

Nei filmati ridiamo ma poi, in un secondo tempo, riconosciamo noi stessi, con la nostra disinformazione abbastanza consapevole, ma scarsamente colpevole, la nostra sudditanza alle opinioni dei potenti (mass media e chi attraverso essi), la nostra ingenuità e incoerenza.

Nello spettacolo vero e proprio, la durezza di certi pezzi si alterna con racconti in cui il fatto di denunciare passa attraverso l’esperienza di Andrea, e sono proprio quelli che colpiscono di più, che ti rimangono di più dentro, proprio come può accadere con Gaber, perché il semplice raccontare come stanno le cose, anche con la forza che è propria di Rivera, è diverso dall’arrivarci sottilmente da un’altra strada che crea come in un puzzle l’aspettativa nell’ascoltatore e NE SMUOVE IL PENSIERO.

Ottimo l’accompagnamento musicale di Sabino De Bari, senza il quale probabilmente le canzoni sarebbero state meno trascinanti.

Alcuni temi: il linguaggio e lo stesso pensiero affollati da termini angloamericani, le colpe della chiesa nella vicenda di Radio Vaticana, Calipari e gli eroi senza nome che muoiono in fabbrica, le aziende che chiudono in Italia causando migliaia di disoccupati per aprire filiali all’est, ma anche gli scandali della nostra politica, non importa di quale fede ci si professi, il sogno di ritornare ad avere lo sguardo di un bambino, che vive nella giustizia e nella tolleranza delle favole, in cui tutto è possibile perché il Cavaliere è Inesistente.

Si ride di un riso in fondo amaro.

Molto personale e divertente il momento in cui Andrea avvicina la sedia al pubblico e inizia a fare domande qua e là (cosa fai prima di andare a dormire?), chiede l’orario, fa commenti sulle risposte e sulle persone…Crea così, a metà spettacolo, un clima di confidenza eliminando in buona parte il distacco inevitabile con il pubblico, rendendoti partecipe, non più spettatore passivo. In questo modo Rivera sfata la sentenza con cui dà il via allo spettacolo: “è incredibile che oggi il monologo sia diventato l’unica forma che ti permette di dialogare!”.

Applausi finali meritati, andare avanti si può.

Posted in Recensioni | No Comments »

“DIGLIELO A TUTTI” musical di Paolo Barillari (G.L.A.)

febbraio 6th, 2006 by Gian Luigi Ago

milano-barillari-031

Ha debuttato il 2 e il 3 febbraio  2006 a Milano il musical di Paolo Barillari, venticinquenne musicista, cantante e autore milanese.

Innanzitutto è doveroso anticipare che Paolo Barillari è stato grande sia per l’interpretazione e la sua voce (di cui chi, come me lo conosce, ha avuto modo più volte e in diverse occasioni di  verificarne l’efficacia) sia per la grande professionalità, la passione, la perseveranza che credo siano le sue doti migliori e che mi fanno credere, unitamente al fatto della sua ancora giovane età, che avrà modo di potersi imporre come merita.

Il musical: più che altro lo definirei un’opera-rock nella miglior tradizione; gli arrangiamenti non mi sembrano lasciare dubbi in proposito, anche se non mancano toni lirici e melodici che però non contraddicono a questa impostazione di base.

Il titolo è “Diglielo a tutti” ed è liberamente tratto da un radiodramma scritto nel 1936 da Irwin Shaw dal titolo “Bury the dead”.

E’ una grande metafora contro la guerra e il potere in cui si narra la storia di tre soldati uccisi in guerra che tornano a rivivere per denunciare e, appunto, “dire a tutti” di ribellarsi alla sopraffazione di un potere guerrafondaio e assassino.

Una prima versione teatrale italiana fu fatta nel 1975 e il padre di Paolo Barillari, Maurizio (tra l’altro interprete anche in questa edizione 2006, insieme al figlio) compose per l’occasione sei canzoni che sono state poi riprese, con delle modifiche, da Paolo in questa nuova versione. Di quella compagnia di trent’anni fa faceva parte anche il regista e attore dell’attuale spettacolo, Roberto Coppola.

Paolo Barillari ha iniziato a lavorare a questo progetto da oltre 7 anni, riscrivendolo completamente. Oltre a rivisitare, ammodernandoli, i brani scritti dal padre, ha scritto nuovi inediti ed è più volte entrato in studio per arrangiare i pezzi.

Il progetto subì uno stop nel 2001, dopo l’attacco alle Twin Towers. Sembrò ad alcuni inopportuno proporre un musical che poteva apparire profondamente antiamericano, quando in realtà è una critica a qualsiasi forma di guerra.

La perseveranza di Paolo fa sì che, dopo un momento di scoramento, il progetto non si areni e il lavoro si arricchisce con l’inserimento di un corpo di ballo e di un allestimento scenografico fatto di pannelli colorati modulari che vengono spostati e assemblati a seconda dei momenti.

Le tre parti (canto, balletto, scenografia) narrano contemporaneamente le stesse vicende, integrandosi ma mantenendo ognuna la propria specificità di linguaggio.

Il debutto: un Ristoshow tutto pieno ha accolto la seconda serata del musical, quella a cui ho assistito io.

A me il lavoro di Paolo è piaciuto molto, anche se forse il punto debole è proprio nel canto (non di Paolo, ovviamente, che da solo potrebbe cantare qualsiasi cosa) ma degli altri protagonisti, che hanno a loro attenuante il fatto di non essere cantanti professionisti.

Ho trovato ben congruenti le tre parti del canto, del ballo e della scenografia.

Paolo nel suo ruolo di “aedo greco” svolgeva appunto il ruolo del “narratore” e la sua presenza scenica era indubbiamente una spanna sopra tutti gli altri. La sua sicurezza, la sua professionalità, la sua passione meritano un plauso particolare. Senza nulla togliere agli altri e ai loro indubbi meriti, è palese che quello è il “suo” musical, si vede che lui ci mette l’anima e che lo accompagna per mano anche quando non è sul palco, stando attento ad ogni particolare.

Se si considera che questo lavoro non nasce da grandi produzioni e che,  pur non essendo un lavoro da dilettanti, deve senz’altro scontare un certo limite di esperienza e risorse, il risultato è coinvolgente e si vede che il lavoro è stato curato molto.

Non sono un grande esperto del settore, ma penso che con altri “mezzi” il musical non avrebbe molto da invidiare a tante opere meglio “prodotte”.

Paolo ha fatto centro e penso che ne raccoglierà i frutti perché se lo merita veramente.

Ho trovato anche, rispetto ad altre cose viste nel passato, che la sua personalità ha ormai acquistato una sua cifra personale che si è emendata da influenze marcate. Non posso che augurare ogni bene a Paolo per il suo lavoro e per il tour che porterà in varie città questo “Diglielo a tutti” e lo ringrazio per la bella serata milanese.

Posted in Recensioni | No Comments »